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04 agosto 2012

Consapevolezza... sclero di un girasole!

lunedì, 13 marzo 2006
Consapevolezza... sclero di un girasole!
Il girasole è reciso, confuso, retrocesso. Non è detto che sia un male, non è detto che sia un bene. Ciò che è successo... è solo successo, tutto qui, niente di più e nulla di meno. Sapere tutto in anticipo non ci è concesso e nemmeno durante! Capire se stessi è una fatica enorme, figuriamoci gli altri, ed io sono stanca di partire alla scoperta di territori inesplorati perfino dai rispettivi proprietari, ho bisogno di consapevolezza. Il che non vuol dire che ho bisogno di sapere cosa voglio o cosa vogliono gli altri con certezza matematica, no, ma vorrei non dover sempre camminare completamente alla cieca. Non è rassicurante il fatto di non sapere dove metto i piedi io e dove li mettono gli altri, in genere questa mancanza di informazioni genera il pestaggio involontario reciproco, ma su questo argomento non c'è da dire, nè da farci nulla, è la vita. E spesso i pestaggi non son colpa di nessuno, nemmeno di chi sembra il carnefice! Il punto è che vorrei che gli altri fossero un pò più consapevoli almeno del fatto che stanno facendo dei passi, in non si sa bene quale direzione, ma stanno muovendosi. Onestamente mi rendo conto da sola che è chiedere troppo, e non lo dico in maniera sarcastica, giuro! Ognuno ha talmente tanto lavoro da fare nel proprio territorio inesplorato che risulta difficile stare a guardarsi intorno e preoccuparsi dei territori contigui... lo si fa solo in alcuni rari casi, e spesso anche quando ci si vorrebbe impegnare nel farlo non ci si riesce! Quindi questa mia  di oggi altro non è che una  “lamentela”, tra l'altro è assolutamente fine a se stessa e ne sono consapevole. Ma ogni tanto ho bisogno di lamentarmi, si ne ho davvero bisogno, perché anche se so che non è colpa di nessuno, i piedi mi fanno male lo stesso! Addirittura ci sono volte in cui avrei potuto evitare di fare un passo in una direzione che già prospettava delle risposte poco bene auguranti, e considerando il fatto che magari si riesce a prevedere un esito una volta su dieci, forse avrei potuto e dovuto usufruire di quella chiara premonizione che, in altri casi, avrei sperato di avere. Ma siccome è uno stato di certezza il fatto che quando una cosa ce l’hai non la vuoi, e quando la vuoi non ce l’hai, proprio quella fatidica volta non ne ho voluto sapere di avere gli occhiali puliti! Ho voluto a tutti i costi intraprendere e completare quel percorso, nonostante gli avvertimenti della ragione, della coscienza, dell’istinto, degli amici… insomma lo volevo fare  quel cavolo di passo, punto e basta!! E questa è consapevolezza allo stato puro! Ma non sempre si riesce ad averla per se stessi da se stessi, figuriamoci se si può anche solo pensare di volerla ricevere dagli altri. Non si può pretenderla da nessuno, uomo, donna o bambino… Ma il girasole è reciso, confuso, retrocesso. Non è detto che sia un male, non è detto che sia un bene, ciò che è successo... è solo successo, tutto qui, niente di più e nulla di meno. Sapere tutto in anticipo non ci è concesso… E allora accada ciò che deve accadere, io farò i miei passi e le scale se mi va! Se ne avrò  voglia, se me la sentirò di farle! A volte dovrò fare passi o scale anche contro la mia volontà, perché mi ci costringerà la vita, o lo faranno i passi degli altri che condizionano a volte i miei. Quindi i passi falsi, quelli in bilico, anche se prevedo incidenti lungo il percorso, li farò, li intraprenderò con consapevolezza laddove io senta il bisogno irrefrenabile di farli! Laddove io senta di volerli compiere nonostante tutto e tutti! E alla fine non mi sentirò in colpa di lamentare un mal di piedi, perché anche se me lo sarò andata a cercare, saprò che quel malessere lo avevo contemplato anzitempo ed è parte della mia scelta consapevole!!!

Eilan del Lago

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