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22 settembre 2012

Quell'eco lontano

mercoledì, 03 ottobre 2007
Quell'eco lontano

Quale che sia il male a volte non si può fare a meno di abbandonarvisi... Passare e vedere un pezzo di te che non si cancella nonostante i tuoi sforzi, un tuffo al cuore appena t'accorgi di essere lì vicino, appena metti a fuoco che tra poco passerai proprio davanti non ad una persona, ma ad un mero oggetto, inanimato, fermo, statico, che ha un senso però, un significato, troppo forte per non riuscire a farti cambiare espressione senza che tu te ne accorga  in tempo, si, in tempo per contrastare i muscoli della tua faccia... le sopracciglia s'aggrottano, il sorriso si spegne un pò, e se la musica ti marcia contro, quel tuffo al cuore fa schizzi un pò più violenti e una goccia può anche finire fuori dalle ciglia...



Passare e vederla lì, maledicendola perchè ti sta davanti agli occhi e non ai suoi, e dopo un attimo aver vergogna d'esser felice che sia lì, perchè non la può condividere con altri occhi che non siano i tuoi... ma si, che condivida altro, cose nuove, cose altrui, non cose che senti che t'appartengano... e per un pò ti resta il malumore... pochi minuti, giusto il tempo di forzarti a pensare ad altro, in fondo la vita ti aiuta sempre a cambiare pensiero.

Dare consigli e speranza agli altri e poi soffermarsi a scoprirsi talmente disincantata da non poter nemmeno canticchiare una canzone d'amore senza sorridere beffarda ed incredula, senza rendersi conto di non riuscire ad immaginarsi completa un domani se non con se stessa, con la rassegnazione che dà forza alla volontà di rimboccarsi le maniche, perchè si sa che non si potrà più condividere davvero... perchè non ci si crede più, non si crede più alle favole, e il chiamarle favole gli dona già quell'accezione di inconsistenza più triste di quanto si possa immaginare, ma ancor più triste è seguire l'eco di questi pensieri gelidi e constatare che provengono da me, da un luogo profondo dentro di me, proprio da me che ci credevo così tanto...

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