venerdì, 16 febbraio 2007
La voce fuori campo...
Che la vita è strana lo so, l'ho sempre saputo, e anche che quando meno te lo aspetti ti fa regali in campi che non avresti mai immaginato, mentre quello che chiedi da sempre non arriva mai... ... ... I supereroi mi dicono che non fa per me qui, che qui sono sprecata, ed è per questo che non trovo ciò che cerco... C'è chi dice che c'è un motivo per tutto e quindi anche per il luogo in cui nasci... E tanto per cambiare non so scegliere, un pò mi pare credibile una versione, un pò l'altra... La vita mi ha sempre dato tanto sia qui che lontano da qui, e in egual modo mi ha tolto, non posso affidarmi alle statistiche, nemmeno alle mie! Decidere si dovrebbe, ma qui oramai non sono più la studentessa che dischiude le sue vele verso l'università, mondo ancora ovattato... Nonostante io non me ne sia quasi resa conto, oramai qui ho un posto, un mio posto nel mondo, un mio essere qualcosa per me stessa, che spesso non mi rallegra particolarmente, ma gli ostacoli ci sono sempre e ovunque, non si può evitarli, non si deve! E forse a volte si tende a notare e soppesare troppo il negativo ignorando il positivo che c'è...
E' passata da poco la mezzanotte, ho sonno e quant'è vero che mi chiamo come mi chiamo, domani si comincia a strattonare il negativo con il suo ispessimento grigio, creerò delle crepe da cui fare infiltrare il sole, il sole che c'è fuori, quello che ho dentro! Serata di buoni propositi, speriamo che durino fino a mattina inoltrata! Spero di ritrovare quell'occhio di sole di cui ho scritto e che non ho pubblicato ancora, spero sia lì ad attendermi perchè oramai la mattina ha un lutto da affrontare da quando ho scoperto che non c'è più il mio amato albero all'orizzonte, quello che sognavo di abbracciare ogni volta che lo sguardo mi ci capitava sopra! Era sempre stato lì lui, vicino alla masseria, scatenatrice anche lei di sogni ad occhi aperti, due compagni che, quasi ogni mattina, io salutavo da 20 anni, ora lei ed io siamo rimaste orfane. Si stagliava maestoso spargendosi attorno una dolce ombra scura, e sapeva di storia lui, sapeva di saggezza, dava l'idea d'essere uno che la sa lunga ma non se ne vanta, e non se ne approfitta... Era un pò che non mi soffermavo davanti alla finestra della cucina col mio caffè-latte, troppo di corsa, troppo di fretta, troppo arrabbiata o con la mente troppo colma per rendermene conto... Una domenica mattina mi fermo, rallento quel ritmo che non mi appartiene e resto di pietra davanti al mio quadretto deturpato, derubata... Un tuffo al cuore e all'improvviso ho avuto una visione più chiara su tante cose, su tutta una serie di situazioni e giochi psicologici che la tua mente impone a se stessa senza farlo notare al tuo IO... Per un albero? direte voi, ebbene si, e chi non mi capisce non lo biasimo, ma non biasimatemi poi voi se non vi capisco io per prima! Non mi resta più nemmeno la masseria, che senza il suo guerriero non è più la stessa, quella d'un tempo, sembra decrepita, sembra un rudere senza magia, un contenitore vuoto che ha perso della sua storia il narratore... La voce fuori campo...
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