IDROMELE
Ci penso da tanto, me ne informo da tanto, sono anni che ne parlo e adesso mi sono decisa...
Ed ora... E' arrivato!!!
Che bello, finalemnte l'ho assaggiato, ed è davvero buono!
Lo sto facendo assaggiare a pochissimi amici ristretti,
ma devo farne pubblicità perchè è davvero un peccato che non sia conosciuto come merita!
Io l'ho comprato tramite internet da Paolo Listello e copio dal suo sito pezzetti di cultura:
Che cos’ è?
È la prima bevanda alcolica inventata dall'uomo ma, paradossalmente, anche la più sconosciuta e spesso confusa col sidro di mele, a causa del nome che termina in “mele”. In Africa e Asia è conosciuto da diversi millenni e viene consumato ancora oggi. In Europa è rimasto relegato nelle isole britanniche e in Bretagna, ove è molto conosciuto e apprezzato. Dopo secoli di oblio, nel nostro paese si riaffaccia timidamente sul mercato superando gradualmente una certa diffidenza e tentando di farsi riconoscere e apprezzare come un “nuovo” sapore nel variegato mondo dei prodotti enogastronomici tipici del Piemonte. L'idromele era per i Celti la “bevanda sacra” per eccellenza. Il nome idromele deriva dalle parole greche "Hýdor" (acqua) e "Méli" (miele), e qui sta l'essenza di questo prodotto, una mescita fra acqua e miele, per ottenere la fermentazione alcolica.
Nell’idromele arcaico la fermentazione del mosto era probabilmente aiutata dall'apporto di lieviti e acido tartarico o attraverso poltiglie di bucce di frutti come quelle del Sorbus Aucuparia L., sorbo degli uccellatori - “sorba” ed immagino fosse frequente l'aggiunta di erbe aromatiche (timo, rosmarino, ginepro, chiodo di garofano, lavanda, menta, valeriana celtica...), per mascherare i non sempre ottimi risultati ottenuti.
Per la preparazione moderna dell’idromele, il miele va disciolto in acqua in debite proporzioni, il mosto ottenuto va posto a fermentare in fusti di acciaio inox nella garanzia della massima igiene, per il tempo necessario a raggiungere la gradazione alcolica desiderata, e va utilizzato solo pregiato miele locale prodotto artigianalmente. Segue l’operazione di chiarifica, per ottenere un prodotto sufficientemente limpido, e la fase di affinamento nei tini a seguito della quale è pronto per essere imbottigliato.
Ogni idromele prodotto artigianalmente si caratterizza conservando dentro di sé gli aromi e i profumi dei pollini e dei nettari bottinati dalle api nel corso della bella stagione.
Produco l’idromele procedendo oculatamente nella scelta delle materie prime, tenendo conto del tempo meteorologico e delle fasi lunari anche per ciò che concerne l'imbottigliamento.
Questo idromele è prodotto a Caselette, in val di Susa, e il miele utilizzato viene dalla variegata flora erbacea, arborea e arbustiva del monte Musinè, delle montagne sopra Condove e dal Canavese.
E ancora UNA CURIOSITA':
L'uso dell’Idromele è rimasto diffuso fino a tutto il medioevo, soprattutto durante i matrimoni, dove nel mese lunare successivo alla cerimonia, veniva consumato nella convizione che potesse dare forza alla coppia nella procreazione. Per questo motivo ancora oggi si usa definire il primo periodo dopo il matrimonio "Luna di miele".


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