mercoledì, 15 novembre 2006
Gioco di sole.
Gioco di sole.
Esco di casa un pò trafelata, voglio sbrigarmi, e sento d'aver tanta voglia di fare, d'essere pronta a fare e so che oggi farò bene... ripasso nella mente tutto quello che intendo realizzare nella giornata, gli appuntamenti, le mete, gli obiettivi e con lo sguardo fissato assolutamente al di là dello specchio dell'ascensore vengo colpita da un particolare un pò meno lontano, un attimo di ripensamento misto a uno sbuffo e arriccio la faccia lanciandomi un'occhiata di rimprovero "uff... giacca di velluto, sentirò freddo, ora mi toccherà perder tempo e salire a cambiarmi, mannaggia a me e al verde!". Arrivata nel portone mi faccio guidare dai piedi e dalla voglia di non fermarmi, esco e... "ma si, che bel sole, ce la posso fare si sta così bene mmmmm". Un sorriso mi si sta stampando in viso e comincio a canticchiare nella testa finchè la musichetta allegra che riecheggia nel cranio oltrepassando le labbra si unisce al sorriso... Si, è un sole così bello che mi riempie dentro e non è possibile contenere nient'altro, tutto il resto deve uscire. Pochi passi per arrivare alla mia macchina e via la giacca, fa caldo! Adoro il sole e il buon umore che sa darmi attraverso la sua luce e il suo calore, è un tepore di quelli che mi si appoggia discreto sulla pelle, sulle guance, sulla fronte, e piano piano familiarizza con tutte le mie cellule per diventarne parte... è come un primo bacio che comincia timido, delicato e poi prende fiducia nell'esser ricambiato. Si trasforma gradatamente da tepore ad incandescenza, finchè dalle guance e dal viso sento che mi attravesa tutta e non ho intenzione di osteggiarlo, in vero prego che non smetta, tanto che al semaforo sono contenta d'aver beccato il rosso mentre gongolo nel pieno d'un raggio che s'insinua fra due palazzi, e mi scopro a dispiacermi per chi non se lo sta godendo. Sono più carica e convinta di prima, e ne ho guadagnato in serenità e calma interiore! Continuo a canticchiare e un pò fischietto, mantengo il mio sorriso con chiunque incontro con lo sguardo e mi accorgo che c'è qualcun altro contagiato dal sole come me, mi sta affianco nella fila e mi sorride serafico, siamo come due bambini che giocano da un'auto all'altra cercando di guadagnare centimerti l'uno sull'altro nella fila che si muove lenta. All'improvviso l'auto avanti a lui gira senza freccia, lui mi fa la linguaccia e mi supera, rispondo alla linguaccia e mi lascio andare in una risata di quelle fatte di cuore... Lo perdo di vista, la fiumana d'auto continua oltre il semaforo e sono in pieno rapita da non ricordo più quali pensieri leggeri, quando sento un motore che scalpita dietro le mie spalle, alzo gli occhi e dallo specchietto mi accorgo che anche lui mi ha appena riconosciuta e scoppiamo a ridere! Come me lo sono ritrovato dietro non l'ho capito, ma le risate che ci siamo fatti da uno specchietto all'altro non si potevano contenere. Nella sua risata il senso dello sdegno di chi si considernava invitto e deve ammettere, divertito, d'essersi sbagliato, riconoscendo il merito e l'onore all'avversario 'cui ha fatto l'occhiolino la fortuna. Nella mia, la convinzione che il destino stesso oggi abbia voglia di giocare e mentre lui si guarda intorno cercando una rivincita, io devo girare, lo saluto con la mano e lo lascio indietro battuto non so come! Ecco cosa mi ha lasciato questa giornata di sole, un ricordo di divertimento gratuito e inaspettato, al quale potrò fare ricorso ogni volta che vorrò sentire il sole caldo sulla pelle e in mezzo ai denti!
Eilan delle Pietre

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