domenica, 27 agosto 2006
L'Alba di Avalon
L'Alba di Avalon
Che dire... è difficile parlare della Saga di Avalon, di sicuro non si può essere completi parlando solo dell'ultimo libro della serie, nonostante esso spieghi in realtà le origini Avaloniane. Di sicuro ribadire la mia adorazione per l'autrice non serve. Così vi riporto dei pezzettini tratti dal libro. Meraviglioso il legame che viene espresso tra chiunque si ami, di qualsiasi forma d'amore si tratti, che sia l'amore non ancora accettato o scoperto, o che si tratti dell'amore più saldo e oramai profondamente riconosciuto. Sia che si tratti dell'amore fraterno, o dell'amicizia. Vengono qui sondate le differenti sfaccettature dell'umana specie con una schiettezza e comprensione tipiche dell'amore della Dea per ognuno di noi!
"Micail infilò i sandali e si avvolse in un mantello. Alto e robusto, con la luce della lampada che faceva fiammeggiare i capelli rossi, appariva come la cosa più solida della stanza."
"Lui annuì, guardandola. <<Sembri così fragile... ma a volte penso che tu sia la più forte di tutti noi...>> <<Sono forte perchè siamo insieme>>, mormorò Tiriki (Eilantha) mentre lui usciva."
"Davanti alla pietra slpendente, tutte le altre luci sbiadivano; anche senza i veli e i cappucci sarebbe stato difficile distinguere i volti dei sacerdoti e delle sacerdotesse ma , mentre si avvicinava al suo posto lungo la parete, Tiriki non ebbe bisogno della vista per sapere che la figura incappucciata accanto a lei era Micail. Sorrise in segno di saluto, sapendo che lui l'avrebbe percepito. Fossimo anche spiriti disincarnati, lo riconoscerei..., pensò."
"I nostri destini dipendono dalle nostre scelte, in questa vita e in tutte le altre. Vi prego solo di tenerlo a mente, e di scegliere seguendo la saggezza che è in ognuno di voi. I Poteri della Luce e della Vita vi benedicano e vi preservino tutti."
"A poco a poco cominciò a rendersi conto di essere in pericolo di vita, ma non gli importava, solo Tiriki importava. Non riusciva a ricordare come l'aveva perduta, ma la sua assenza era una ferita dalla quale la sua vita scorreva via."
"...il clima lì era molto bizzarro. Ma io non ho più avuto davvero caldo dall'ultima volta che Micail mi ha tenuta fra le braccia..."
"Si sedette accanto a Taret e prese una scheggia di selce. <<Ti aiuterò con queste radici. Mia madre era solita dire che c'è conforto in questi lavoretti ordinari, un'affermazione che la vita continua. Allora non le davo ascolto: forse non è troppo tardi."
"<<Siamo così abituate a lasciare che siano gli uomini a esercitare l'autorità>> disse Elara,<<ma nel Tempio di Caratra ci insegnano che la forza attiva è femminile e che ogni Dio deve avere la sua Dea che lo sproni all'azione...>>"

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