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04 agosto 2012

UNO SCEMPIO SCANDALOSO

mercoledì, 14 giugno 2006
UNO SCEMPIO SCANDALOSO


Leggete questo articolo, una parte l'ho copiata qui, il resto lo trovate cliccando sul link più sotto.
Anno 391 d.C. - Ipazia, bellissima figlia ventunenne del matematico Teone, studia astronomia, matematica e filosofia nel Centro Studi della Biblioteca di Alessandria d'Egitto. Ma su Ipazia e sull'intera umanità si abbatté la più grossa delle sventure: l'ascesa al potere della Chiesa cattolica e il patto di sangue stipulato con l'impero romano agonizzante. Questo patto - oltre alla soppressione del paganesimo - prevedeva la cancellazione delle biblioteche, della scienza e degli scienziati, l'annullamento del libero pensiero, della ricerca scientifica (nei concilî di Cartagine, infatti, fu proibito a tutti - vescovi compresi - di studiare Aristotele, Platone, Euclide, Tolomeo, Pitagora etc.). Alla donna doveva essere impedito l'accesso alla religione, alla scuola, all'arte, alla scienza.
Aiutata dal suo allievo Shalim, vuole mettere in salvo le opere scientifiche e filosofiche degli antichi, perché le lotte religiose stanno mettendo in pericolo la Biblioteca (situata sotto al tempio di Serapide). La religione pagana viene dichiarata fuorilegge dagli editti dell'imperatore Teodosio: il prefetto imperiale Evagrio e il vescovo Teofilo chiudono il tempio. Shalim riesce a nascondere nei sotterranei del Faro una minima parte dei trattati scientifici.
Teone, Ipazia, Zeev e gli studiosi della Biblioteca cominciano a trasportare i 700 mila volumi sulla nave di Zosimo, ancorata nel porto preistorico sull'isola del Faro. Ma la situazione precipita: i cristiani profanano le statue del dio Serapide, i pagani occupano il tempio, l'imperatore ne ordina lo sgombero e una folla inferocita aiuta il vescovo Teofilo a distruggerlo e ad appiccare il fuoco alla biblioteca: nell'incendio muoiono Teone e Zeev. I cristiani distruggono tutti i templi pagani di Alessandria, e danno fuoco anche alla nave di Zosimo con 50 mila volumi fino allora evacuati. Nel rogo bruciano anche Zosimo e Ausenzio, compagno di studi di Shalim.
Ipazia trasforma la sua casa in un piccolo Centro Studi, ma alcuni allievi abbandonano. Lei s'immerge completamente nella ricerca scientifica e inventa l'astrolabio. Quindici anni dopo Ipazia costruisce l'idroscopio.
Il prefetto Evagrio propone alla studiosa e ai suoi allievi di convertirsi al cristianesimo e di spalleggiare l'imperatore… ma riceve un netto rifiuto.
Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Agostino e Cirillo - i giganti del nascente impero della Chiesa - trovarono, sulla loro strada lastricata di roghi e di sangue, un ultimo impedimento: una giovane bellissima creatura a capo della Scuola alessandrina, una scienziata con una dirittura morale impossibile da piegare la quale, al termine d'una giornata di studio e di ricerca, si gettava sulle spalle il tribon - il mantello dei filosofi - e se ne andava in giro per Alessandria a spiegare alla gente - con ingegno oratorio e straordinaria saggezza - cosa volesse dire libertà di pensiero, l'uso della ragione.
E Cirillo, vescovo e patriarca di Alessandria, ordì il martirio di Ipazia.
Uccidere ingiustamente un qualunque essere umano è troncare una vita, spezzare una possibilità, ma trucidare una creatura come Ipazia è arrecare un danno incalcolabile all'umanità intera, è uccidere la speranza nel progresso umano.
Questo delitto segnò la fine del paganesimo, il tramonto della scienza e della dignità stessa della donna. Segnò la definitiva affermazione della cricca più astuta, raffinata, vorace, spietata e feroce prodotta dalla specie umana: da quel marzo del 415 d.C. la Chiesa Cattolica, oltre a imprigionare, torturare, bruciare vivi popoli interi, incatenò la mente degli uomini per manovrarli, dirigerli, dominarli, alleandosi sempre con il potere e con l'ingiustizia. Nessun mea culpa potrà mai restituire all'umanità tanto sangue innocente e tanti secoli di progresso mancato.
...Shalim e Ipazia vengono legati e trasportati nella cattedrale del Cesareo. Pietro il Lettore strappa le vesti a Ipazia, con le unghie le cava gli occhi gettandoli sull'altare, la lascia in pasto ai monaci che la fanno a brandelli con conchiglie affilatissime, Pietro le cava il cuore e lo getta accanto ai globi senza vita, finiscono di farla a pezzi, ficcano i brandelli in un sacco di iuta, saltano sui carri, portano con loro Shalim che sta impazzendo per lo strazio a cui è costretto ad assistere: lui avrà salva la vita in modo da raccontare tutto alla comunità ellena. Fiaccole accese, nella notte il nugolo infernale corre per la città levando al cielo urla di vittoria, passano dinanzi alla casa d'Ipazia data alle fiamme, raggiungono il Cinerone, i resti della scienziata vengono gettati in mezzo alla spazzatura che brucia, Pietro il Lettore leva al cielo le sue unghie insanguinate e trionfanti.
Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Agostino e Cirillo vennero fatti santi. Sant'Ambrogio, San Giovanni Crisostomo, Sant'Agostino e San Cirillo d'Alessandria sono stati elevati, inoltre, al rango di dottori e padri della Chiesa universale.
Per i successivi 1200 anni la Chiesa di Roma manovrò principi, re ed imperatori per tenere a freno il suo più acerrimo nemico: il sapere, la conoscenza. Soprattutto la scienza della Scuola alessandrina.
Il 17 febbraio dell'Anno Santo 1600 la Chiesa di Roma fece bruciare vivo Giordano Bruno, il filosofo e scienziato che aveva studiato gli atomisti greci e che attraverso le opere di Democrito aveva capito l'essenza di quegli universi infiniti che Ipazia aveva intuito.
Il 22 giugno 1633 la Chiesa di Roma fece imprigionare ed abiurare il padre della scienza moderna Galileo Galilei, il quale aveva proseguito l'opera iniziata dalla Scuola alessandrina e da Ipazia nella sperimentazione della scienza e che, nel Dialogo sui massimi sistemi del mondo, aveva avuto il coraggio di proporre l'ipotesi eliocentrica che Aristarco di Samo aveva formulato nel 280 a.C. nella Scuola alessandrina e che Ipazia aveva elaborato.
Papa Pio XII nel 1944, per festeggiare i 1500 anni della morte di San Cirillo d'Alessandria (la cui opera teologica è alla base del dogma della Vergine Madre di Dio) promulgò l'enciclica Orientalis Ecclesiae, per "esaltare con somme lodi" e "tributare venerazione a San Cirillo", a colui che aveva cacciato e fatto massacrare ebrei, nestoriani, novaziani (chiamati catari - puri) e pagani da Alessandria d'Egitto.

Tratto da  Antica luce femminile di sapienza: Ipazia di Alessandria di Adriano Petta  

Eilan SCHIFATA

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