sabato, 14 ottobre 2006
10 Febbraio 2000.
10 Febbraio 2000.
Facendo ordine fra i miei scritti buttati giù troppo velocemente, caduti dai miei rami, accumulati come foglie delle quali non mi sono mai curata per dimenticanza o volontà precisa, ho ritrovato un pezzo scritto il 10 febbraio del 2000. Sono passati più di 6 anni da allora, e tra alti e bassi, oltre al tempo ho accumulato tante esperienze da allora, sono cambiate le persone che mi stanno attorno, quelle che amavo, quelle che mi amavano... ma rileggendomi oggi mi sono scoperta a dir poco profetica.
"C'è qualcosa che mi manca, non sopporto l'idea di essere destinata a non averla. Mi fa male dentro, perchè? Cosa avrò mai fatto per non meritarmela? C'è gente che non sa amare e viene amata proprio come vorrei accadesse a me. E c'è gente come me, che ama con tutta se stessa, e gente che non viene riamata per niente. Ora, non è prorpio questo il mio caso, ma mi sto lasciando trasportare da una corrente del mare dell'incertezza. Non mi piace dare punti fermi agli altri e non riceverne mai. Non sto opponendo resistenza, non nuoto contro corrente, ma so che un giorno non vedendo ancora un lido sereno su cui approdare e riposarmi, mi chiederò dove sto andando e nuoterò con tutte le mie forze verso la spiaggia della solitudine, dove potrò sostare liberamente e sentire la terra sotto i miei piedi, lasciare le mie impronte sulla sabbia calda e godermi la tranquillità e la serenità che quel luogo saprà darmi."
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